Cos'è la Verità  (Osho)

 

… La Verità non è un’ ipotesi, non è un dogma. La Verità non è hindu, né cristiana, né maomettana. La Verità non è mia, né vostra. La Verità non appartiene a qualcuno, ma tutti appartengono alla Verità.

La Verità significa ciò che è: questo è il significato esatto della parola.
Deriva dalla radice latina vera. Vera significa: ciò che è. In inglese ci sono alcune parole che derivano dalla radice latina vera: was, were - derivano da vera. In tedesco, war - deriva da vera. Vera significa: ciò che è, senza interpretazione. Quando entra in scena l'interpretazione, allora ciò che conosci è la realtà, non la Verità. Questa è la differenza tra la realtà e la Verità. La realtà è la Verità interpretata.

Pertanto, nel momento in cui rispondi alla domanda: "Cos'è la verità?" la tua risposta diventa la realtà e non è più la Verità. Subentra l'interpretazione, la mente le dà i suoi colori. E le realtà sono tante quante sono le menti. Ci sono molte realtà, la Verità è una, perché la conosci solo quando la mente è assente. E' la mente che vi tiene separati da me, separati dagli altri, separati dall'esistenza. Se guardate le cose attraverso la mente, la mente vi dà una fotografia della Verità. E' soltanto una fotografia, un fotogramma di ciò che è. E naturalmente la fotografia dipende dalla macchina fotografica, dalla pellicola usata, dai solventi chimici, dalle modalità di sviluppo, dalle modalità di stampa, dall'esecutore della fotografia. Mille e una cosa entrano in gioco: diventa la realtà. Anche la parola 'realtà' è bella da capire: deriva dalla radice latina res, che significa cosa o cose.

La Verità non è una cosa. Ma dopo che la mente l'ha afferrata, l'ha interpretata, l'ha definita, l'ha delimitata, la Verità diventa una cosa.

Nel momento in cui uno s’innamora di una donna, esiste una certa Verità - se si è innamorato in modo assolutamente inconsapevole, se non l'ha in qualche modo 'fabbricato', se non è stata una sua azione, una sua realizzazione, se non ci aveva mai neppure pensato. Improvvisamente, uno vede una donna, la guarda negli occhi e qualcosa scatta. Egli non è colui che agisce, ma è semplicemente preso, si trova innamorato. Egli non c'entra, il suo ego non è coinvolto, quanto meno non proprio all'inizio. In quel momento c'è la Verità e non c'è alcuna interpretazione. Ecco perché l'amore rimane indefinibile. Ben presto subentra la mente, comincia a manovrare le cose e s’impossessa di lui.

Forse la Verità è durata un solo istante, ma la sua purezza, la sua purezza cristallina, la sua divinità, il suo essere trascendente - appartengono all'eternità, non al tempo. La sua purezza non fa parte delle cose del mondo, è come un raggio di luce che entra in un buco nero. Proviene dal trascendente. Definire divino l'amore è assolutamente appropriato, perché l'amore è Verità. Nella vita comune l'amore è la situazione più vicina alla Verità.