Nella floriterapia di Bach i sintomi non vogliono fornire una diagnosi medica, quanto piuttosto descrivere un tipo di organizzazione della personalità, rimasta “inceppata” in un qualche disagio fondamentale che ne ha liberato la libera espressione.

 

Prendiamo, ad esempio, la depressione. Bach non la descrive quale preciso sintomo nosologico, bensì illustra la depressione di Gentian, conseguente a una perdita (reattiva), e quella di Mustard, ciclica e senza una causa apparente (endogena). Poi ci presenta – e sempre senza definirle tali – tutta una serie di depressioni dovute a precisi atteggiamenti emozionali. Quella maggiore di Sweet Chestnut, per la sensazione che tutto sia perduto, e quella di Wild Rose, per la sensazione che la vita riservi il bene solo agli altri. Poi la depressione di Oak, dovuta al senso di inutilità, e quella di Honeysuckle e di Willow, per la sensazione di essere stati defraudati delle cose migliori della vita, e così via.

 

IL sintomo non è più l’espressione di una malattia, ma sempre e solo di un blocco spirituale. I Fiori descrivono delle modalità psicologiche di essere-nel-mondo, esprimono archetipi, modulati e pieni di sfumature e di sfaccettature, dell’animo umano. Si tratta solo di porsi nella zona di luce o d’ombra del Fiore. Nell’amore universale che fluisce spontaneo dal cuore verso tutte le creature – nel caso di Holly – o nella sua rabbiosa aridità difensiva; nella capacità di insegnare agli altri, guidandoli – nel caso di Vine – o nel tenere per sé la propria forza e usarla per schiacciarli; oppure ancora, nella cura amorevole e consapevole dell’altro – come nel caso di Centaury – o nella sua acritica e annullante sottomissione.

 

Non c’è condanna per chi si pone nella zona d’ombra. Beech, Holly e Vine non sono nati così, non sono malvagi né perversi per loro natura, hanno soltanto subito troppe aggressioni. La sofferenza che non hanno saputo superare è rimasta dentro di loro e si esprime ora con il linguaggio aspro del loro stato disarmonico, dove i sintomi sono la rappresentazione simbolica della sofferenza stessa, che, se sappiamo leggerli, ci permettono di risalire alla radice di quella sofferenza che fu così forte da chiudere l’Anima.

 

Le emozioni negative non indicano un sintomo fisso, ma segnalano che qualcosa di spurio è penetrato a disturbare la luce e l’armonia del Fiore. Come spie, avvertono che ci si sta allontanando dalla propria vera natura, positiva, e che questa denuncia la sua sofferenza attraverso malesseri emozionali e malattie vere e proprie.

 

Citiamo le parole di Bach:”Le vere malattie che ci tormentano sono l’orgoglio, la crudeltà, l’odio, l’egoismo, l’ignoranza, l’instabilità e l’avidità, che, considerati  uno ad uno, si rivelano contrari all’Unità. Questi difetti sono le vere malattie (il “disagio” per usare una parola di moda), quando vi si persiste pur trovandosi a uno stadio dello sviluppo che permetterebbe di vederne il pericolo, poiché espongono il corpo alla loro offesa, sotto forma di quelle che chiamiamo malattie”

 

 

Claudia Valsecchi – Psicodinamica e Fiori di Bach

 

 

 

 

Le ultime ricerche sullo studio del cervello umano hanno considerato lo studio neurologico delle aree cerebrali mediante l’emissione di positroni, evidenziando le aree preposte al funzionamento di determinate capacità ideative e alla formulazione di alcuni pensieri piuttosto che altri. Le ricerche di scienziati americani e russi hanno dedotto che, considerando soggetti sottoposti a stimoli visivi indagati con il metodo dell’emissione di positroni e sottoposti a esami per mezzo della risonanza magnetica funzionale, gli schermi di riferimento s’illuminano in prossimità delle zone che rappresentano le aree del cervello corrispondenti agli stimoli visivi. In concomitanza della presenza di stimoli aggressivi, s’illuminano invece determinate altre aree, come se esistesse una continuità energetica tra la risonanza interna delle immagini e l’oggetto percepito dall’esterno. Ciò a dimostrazione che esistono immagini, in grado di attivare specifiche frequenze vibratorie del cervello che corrispondono ad atteggiamenti psicologici, vissuti, e comportamenti ben definiti.

 

Quindi se solo immagini percettive determinano modificazioni a livello d’ideazione e funzionamento in alcune aree cerebrali, a maggior ragione le informazioni contenute nelle gocce dei Rimedi Floreali avranno un effetto altrettanto profondo e significativo. Le intuizioni di Bach, risalenti all’inizio del secolo, sono finalmente attuali e possono essere pienamente spiegate e convalidate scientificamente in epoca contemporanea, sia dalle nuove conoscenze sulla biochimica dei neurotrasmettitori che dalle conoscenze della biofisica sulle onde elettromagnetiche. Per il medico, appariva necessario stabilire la frequenza ottimale a un determinato organismo per vivere sano e armonico, e le frequenze hanno certamente il compito di mantenere il miglior livello di salute possibile nell’individuo.

 

 

La malattia psicologica, poi fisica, secondo il pensiero di Bach, sarebbe ricondotta a un disequilibrio energetico, a una modalità disarmonica di funzionamento della nostra mente, che altera dapprima il nostro campo magnetico cerebrale e successivamente quello fisico/organico. Secondo questa ipotesi, la causa della malattia è inizialmente immateriale, poi diviene psicologica, e infine organica. La confusione è il prodotto di un conflitto che sta tra l’anima e la personalità dell’individuo. La malattia diviene dunque un importante opportunità, per riflettere e comprendere, e in definitiva, per crescere e fare un lavoro personale di breve introspezione. Bach in questo senso è un uomo spirituale. Nei suoi unici due scritti parla del rapporto tra l’uomo, la malattia e Dio.

 

L’uomo è collegato, mediante l’anima, alla fonte di luce e di armonia originaria che chiamiamo Dio. Quando l’anima s’immette nel mondo terreno per mezzo del corpo, si addormenta, e lentamente cominciano a predisporsi in lei le esperienze percepite dalla mente. L’anima indica, alla mente e alla personalità, quale sia il giusto cammino tramite cui manifestarsi completamente, ossia in accordo con il Progetto Originario.  

 

Stefano Silvestri -  La floriterapia del dottor E. Bach  

 

 

 

 

“Per sconfiggere la malattia sono necessarie le seguenti quattro condizioni:

 

  1. Avere coscienza della divinità in noi e, di conseguenza, del nostro potere sul male.

  2. Sapere che la causa fondamentale della malattia è la mancanza di armonia tra la personalità e l’anima.

  3. Avere la buona volontà e l’abilità di scoprire il difetto responsabile di tale conflitto.

  4. Eliminare questo difetto sviluppando la virtù opposta.”

 

  

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